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Progetto di studio multidisciplinare di archeometria astronomica e urbanistica romana

Partners:
Maria Teresa Crosta (INAF OATo)
Centro Studi Archeologici Herakles


Nell'ambito degli studi interdisciplinari sull'urbanistica e sull’architettura delle colonie auguste e della Cisalpina è stato promosso un progetto in collaborazione Maria Teresa Crosta (Inaf OATo) finalizzata alla verifica dei modelli di ricostruzione dei processi inaugurali messi in atto sotto l'impero di Ottaviano Augusto. Ricostruiti sulla base dei testi degli antiquari diplomatici romani (Frontino, Igino e Vitruvio, in particolare), essi hanno recentemente ricevuto significative conferme sperimentali presso le colonie di Augusta Pretoria (Aosta), Lugdunun (Lione), Ara Magontiacum (Mainz), Ara Ubiorum (Köln).
Dopo aver effettuato effettuato una correzione dei dati di orientamento della pertica di Torino tramite un sistema GPS multifase di moderna progettazione, è stato possibile effettuare la ricostruzione simulata del Sole vero nel periodo augusteo ottenendo come risultato finale una data e un anno di fondazione perfettamente compatibili con il quadro archeologico e storico sin qui documentato.
Il progetto - che ci si propone di estendere ad altre fondazioni augustee e della Regio IX come Augusta Bagiennorum e al foro della vicina Segusio -si pone come obiettivo metodologico il rafforzamento dei legami interdisciplinari tra archeologia e astronomia, affermando la preminenza della verifica storica, archeologica e bibliografica nei processi interpretativi, nonché lo sviluppo di modelli astronomici matematici innovativi, caratterizzatie da un maggiore grado di precisione.

  Metodologia di ricerca e risultati preliminari  

Sono state raccolte, ritradotte e studiate le fonti greche e latine nelle quali vi sono riferimenti alla modalità di fondazione delle colonie etrusco-italiche, traendone importanti informazioni sul rituale utilizzato, gli intenti e le procedure. Il rituale di fondazione di una città ed è scritto esplicitamente dagli scrittori dell’antichità, in particolare gromatico Frontino il quale asserisce che per fondare una città è necessario conformarsi al corso del Sole e che il decumano veniva tracciato orientandolo in direzione del suo sorgere.
Si è proceduto quindi alla prima misura dell’orientamento della via utilizzando un GPS di precisione a multifrequenza. La misurazione ha fornito l'angolo dell'asse rispetto al nord, che è pari a 117,68 gradi, ovvero rispetto ad est 27,68°.

Poiché i sacerdoti romani erano soliti allineare il decumano con il sole nascente, l’angolo di levata del sole stabilisce dunque il giorno di fondazione. Attraverso l'applicazione della trigonometria sferica si è ricavato il moto del Sole per un osservatore alla latitudine di Torino. Grazie ad una serie complessa di algoritmi implementati in un programma numerico è stato possibile ricostruire il moto del cosiddetto «Sole vero» su Torino in età augustea in funzione dell’anno e del giorno, arrivando al risultato: 30 gennaio 9 a. C.
«La vera innovazione di questo studio – spiega Mariateresa Crosta – è la considerazione di condizioni di misura il più possibile realistiche, a partire dalle formule per il calcolo del “Sole vero” in funzione della datazione astronomica, detta "data giuliana", indipendente dai vari calendari in uso nel passato.
In tal modo si è dedotto l'effettivo allineamento del sole tenendo in considerazione il fatto che il suo moto apparente non è regolare, per poi invertire la soluzione e dedurre anche l'anno, corrispondentemente all'orientazione misurata rispetto ad est del decumano.
Naturalmente, durante i calcoli è stato anche necessario considerare la rifrazione atmosferica della nostra stella sull'orizzonte, il fatto che il sole sorge alle spalle della collina torinese, gli eventuali errori di misura degli strumenti dell’antichità e quelli dovuti all'osservazione ad occhio nudo».

La data è particolarmente significativa perché coincide con il giorno di celebrazione della Festa della Pace istituita da Augusto nel 13 a.C. a conclusione delle Guerre Alpine (condotte partendo da Lione in direzione delle Alpi italiane e di alcune regioni della Spagna, poi conclusesi con l’alleanza di Roma con i Celti Segusini di Cozio, in Valle di Susa). La festa venne celebrata, a partire dal 9 a.C., ogni anno presso l’Ara Pacis di Roma.
La Festa della Pace fu stabilita a Roma con un significato universale. Risulta però che i magistrati fondatori della città, nello spirito propagandistico e politico dell’epoca, inaugurarono la nuova colonia in onore della festività particolarmente cara da Augusto.

Una datazione nel corso del decennio precedente la nascita di Cristo non trova, tra l’altro, nessun ostacolo dallo studio del repertorio epigrafico sino ad oggi venuto alla luce e nel materiale archeologico scoperto nel centro storico torinese in oltre due secoli di scavi e ricerche.
Uno studio dettagliato dei reperti e delle iscrizioni d’età augustea ha permesso di confermare lo specifico interesse di Ottaviano Augusto per l’astronomia/astrologia e la sua particolare affezione proprio per tale segno, sotto il quale riteneva di essere stato concepito dal solstizio invernale (una data particolarmente simbolica per i cristiani ma anche per i pagani).